Settembre 5, 2026

⚫🔵 Atalanta, stecca la prima: tanto possesso, poca cattiveria. Tutto rimandato al ritorno

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Atalanta Maccabi Tel Aviv 0-0 playoff Conference League

Maurizio Sarri

Atalanta-Maccabi Tel Aviv 0-0
📍 New Balance Arena
📅 20 agosto 2026
🏆 Conference League, playoff d’andata


📝 Introduzione

L’Atalanta comincia il suo cammino europeo con uno 0-0 amaro , non tanto per il risultato in sé, che lascia comunque tutto aperto, ma per la sensazione lasciata dalla partita. La Dea ha tenuto il pallone, ha provato a comandare il gioco, ha avuto un leggero dominio territoriale, ma è mancata quasi sempre negli ultimi metri.

Contro il Maccabi Tel Aviv , squadra ordinata, compatta e brava a chiudere gli spazi, l’Atalanta ha mostrato una condizione ancora da costruire. Gambe pesanti, ritmo basso, manovra spesso lenta e prevedibile. Si è vista una squadra ancora in preparazione, con buone intenzioni ma poca brillantezza.

Il pareggio non è una tragedia, però lascia un messaggio chiaro: al ritorno servirà un’altra Atalanta . Più veloce, più aggressiva, più cattiva sotto porta. Perché nei preliminari europei non c’è tempo per aspettare: l’eliminazione diretta non perdona.


⚽ La partita: Atalanta padrona del pallone, ma senza il colpo

La gara parte sotto la pioggia, con un campo non velocissimo e un ritmo subito abbastanza bloccato. L’Atalanta prova a fare la partita, gestendo il possesso e cercando di allargare il campo, ma il Maccabi Tel Aviv si sistema bene dietro e concede pochissimo tra le linee.

Nei primi minuti, però, è proprio il Maccabi a creare una delle occasioni più pericolose del match. Boateng si ritrova in posizione favorevole e calcia verso la porta, ma Carnesecchi risponde presente con un intervento decisivo. Una parata importante, perché evita alla Dea di complicarsi subito la serata.

Da lì in avanti l’Atalanta prende campo. Il possesso cresce, la squadra prova a schiacciare gli avversari, ma il problema resta sempre lo stesso: manca l’ultimo passaggio, manca la giocata pulita, manca la cattiveria negli ultimi sedici metri .

La manovra è spesso troppo orizzontale. Tanti tocchi, buona gestione, ma pochi strappi veri. Il Maccabi difende basso, chiudendo centralmente e costringendo l’Atalanta a cercare soluzioni laterali, senza però che arrivino palloni davvero pericolosi con continuità.


🔍 Primo tempo: Dea lenta e macchinosa, Scamacca prova ad accendersi

Il primo tempo racconta bene il momento dell’Atalanta: squadra presente, ordinata, ma non ancora brillante. Il pallone gira, il baricentro è discreto, però manca velocità nel pensiero e nell’esecuzione.

La nota positiva davanti è Gianluca Scamacca , che prova a dare peso all’attacco. Si muove bene, fa salire la squadra, cerca il dialogo con i compagni e poco prima dell’intervallo ha anche una buona occasione. Non è una chance clamorosa, ma è uno dei pochi momenti in cui l’Atalanta riesce davvero a sporcare i guanti del portiere avversario o quantomeno a creare apprensione.

La sensazione è che Scamacca sia uno dei pochi a dare un riferimento chiaro alla squadra. Quando l’Atalanta riesce a servirlo fronte porta oa coinvolgerlo nelle combinazioni, qualcosa si muove. Ma intorno a lui manca continuità: gli inserimenti arrivano in ritardo, le seconde palle non sempre vengono aggredite, e la manovra resta troppo prevedibile.

Da segnalazione anche l’uscita anticipata di Scalvini , costretto a lasciare il campo per un problema fisico. Un episodio che complica ulteriormente la serata e che porta al debutto di Kristensen , chiamato subito a entrare in un contesto non semplice. Il suo ingresso è ordinato, senza particolari sbavature, ma l’infortunio di Scalvini resta una delle note da monitorare.

⚫🔵 Atalanta, stecca la prima: tanto possesso, poca cattiveria. Tutto rimandato al ritorno

🔁 Secondo tempo: cambi più vivi, Krstovic entra bene

Nella ripresa l’Atalanta prova ad aumentare i giri del motore. Il copione però resta simile: possesso palla, gestione territoriale, ma poca vera incisività. Il Maccabi Tel Aviv continua a difendere con ordine ea rallentare la partita quando può.

La Dea ha bisogno di energia e la trova soprattutto con i cambi. L’ingresso di Krstovic dà più profondità, più fisicità e più presenza in area. L’attaccante entra bene, si fa vedere, attacca meglio lo spazio e porta quella sensazione di pericolo che era mancata per buona parte della gara.

Nel finale arrivano le occasioni migliori. Krstovic ci prova, Raspadori ha una possibilità importante, anche Pasalic si attacca e crea un’altra situazione interessante. Ma davanti c’è un Tzur attento, reattivo, bravo a dire di no nei momenti decisivi.

L’Atalanta spinge di più negli ultimi minuti, ma lo fa un po’ tardi. La squadra dà l’impressione di potersi rendere pericolosa quando accelera, però questi strappi sono troppo sporadici. Per una partita casalinga di playoff europeo, è troppo poco.

LINK PER VEDERE https://sport.sky.it/video/highlights


⚠️ Raspadori sottotono, poca qualità nella scelta finale

Tra le note negative c’è sicuramente la prova di Raspadori . Non tanto per l’impegno, che non manca, ma per la poca lucidità nelle giocate decisive. Da un giocatore con la sua qualità ci si aspetta qualcosa in più: un cambio di passo, un tiro pulito, un’imbucata, una giocata capace di rompere l’equilibrio.

Invece la sua partita resta troppo grigia. Si muove, cerca di partecipare, ma incide poco. E in gare così, bloccate, sporche, contro avversari chiusi, i giocatori tecnici devono accendere la luce. Questa volta non è successo.

Al contrario, Scamacca e Krstovic sono sembranoti più dentro la partita. Il primo ha dato un riferimento vero, il secondo ha portato freschezza e cattiveria. Forse l’Atalanta avrebbe avuto bisogno prima di quel tipo di energia.


📊 Analisi tattica: possesso sterile e poca verticalità

Dal punto di vista tattico, l’Atalanta ha fatto una partita discreta nel controllo, ma insufficiente nella produzione offensiva.

✅ Cosa ha funzionato

  • Buona gestione del possesso palla.
  • Torre abbastanza capiente.
  • Pochi rischi concessi dopo l’occasione iniziale di Boateng.
  • Buona risposta di Carnesecchi nei momenti chiave.
  • Ingresso positivo di Krstovic.
  • Scamacca utile come riferimento offensivo.

❌ Cosa non ha funzionato

  • Ritmo troppo basso.
  • Manovra lenta e macchinosa.
  • Poca verticalità.
  • Pochi inserimenti senza palla.
  • Scarsa cattiveria negli ultimi metri.
  • Troppo possesso senza vera pericolosità.
  • Raspadori poco incisivo.

Il problema principale è stato il cosiddetto possesso sterile . L’Atalanta ha avuto spesso il pallone, ma non è riuscita a trasformarlo in dominio reale. Dominare il possesso non basta se poi non riesci ad attaccare l’area con continuità.

Il Maccabi Tel Aviv ha fatto la sua partita: compatto, attento, ordinato. Ha concesso qualcosa nel finale, ma nel complesso è riuscito a portare via uno 0-0 prezioso. Per l’Atalanta, invece, resta il rimpianto di non aver sfruttato il fattore campo.


🧤 I portieri protagonisti: Carnesecchi salva, Tzur resiste

In una partita finita 0-0, i portieri hanno avuto un peso importante.

Carnesecchi è decisivo nell’avvio sulla conclusione di Boateng. Una parata che vale tantissimo, perché prendere gol subito avrebbe cambiato completamente la partita. Il portiere atalantino si conferma affidabile, presente, concentrato.

Dall’altra parte, Tzur è fondamentale soprattutto nel finale. Quando l’Atalanta riesce finalmente ad alzare la pressione e creare occasioni con Krstovic, Raspadori e Pasalic, il portiere del Maccabi risponde bene e tiene in piedi il pareggio.

Alla fine, lo 0-0 nasce anche da qui: due portieri attenti e due attacchi poco cinici.

⚫🔵 Atalanta, stecca la prima: tanto possesso, poca cattiveria. Tutto rimandato al ritorno

🔥 Il punto sulla Dea: squadra ancora in preparazione

La cosa più evidente è che l’Atalanta non è ancora al massimo. Le gambe sembrano imballate, i meccanismi non sono ancora fluidi, alcuni giocatori devono trovare condizione e intesa.

È normale, siamo ancora nella fase iniziale della stagione. Però il problema è che l’Europa non aspetta. Il playoff è già una fase delicata, una sorta di dentro o fuori anticipato. Non puoi permetterti di entrare piano, perché basta poco per complicare tutto.

L’Atalanta ha un organico numeroso e importante. Proprio per questo, andare avanti in Europa sarebbe fondamentale: più partite, più rotazioni, più minuti per tutti, più crescita del gruppo. Ma per farlo serve alzare il livello già dalla gara di ritorno.


🧭 Tutto rimandato al ritorno

Lo 0-0 lascia la qualificazione apertissima. Non è un risultato negativo in assoluto, perché l’Atalanta non ha perso e ha dimostrato di poter controllare la partita. Però è un risultato che non dà vantaggi veri.

In casa la Dea avrebbe potuto e dovuto provare a indirizzare il discorso qualificazione. Magari non chiuderlo definitivamente, ma almeno mettere pressione al Maccabi Tel Aviv in vista del ritorno. Invece adesso si riparte da zero.

Al ritorno servirà una squadra diversa:

  • più velocemente nel flusso palla;
  • più aggressiva nella riconquista;
  • più costoso sotto porta;
  • più verticale;
  • più intensamente flessibile;
  • più lucida nelle scelte offensive.

Perché se l’Atalanta gioca con questo ritmo anche fuori casa, rischiando di complicarsi la vita.


🍻 La Sentenza del Bar Sport

L’Atalanta stecca la prima , ma non cade. E questa è forse l’unica vera buona notizia della serata.

La Dea ha fatto una partita sufficiente nel possesso, ma insufficiente nella pericolosità. Ha tenuto il pallone, ha comandato a tratti, ha avuto qualche occasione, soprattutto nel finale, ma troppo poco per una squadra che voleva chiudere o almeno indirizzare la qualificazione davanti al proprio pubblico.

Si vede che la squadra è ancora in preparazione. Le gambe sono pesanti, il ritmo non è quello vero, certi automatismi devono ancora nascere. Però in Europa bisogna partire forte. Non puoi aspettare troppo, perché i preliminari sono trappole: se sbagli approccio, rischi di salutare subito una competizione importante.

Bene Scamacca , perché dà peso e presenza. Bene Krstovic , entrato con voglia e cattiveria. Bene Carnesecchi , decisivo quando serviva. Male Raspadori , troppo leggero e poco incisivo in una partita in cui serviva qualità.

Il bicchiere non è vuoto, ma neanche mezzo pieno. È rimasto lì, sul bancone del bar, con tutti che lo guardano e dicono la stessa cosa:
“Al ritorno serve un’altra Atalanta”.

Non è una bocciatura totale, perché la squadra ha controllato e non ha perso equilibrio.
Ma per ambizione, organico e fattore campo, era lecito aspettarsi di più.

Possesso sì. Idee poche. Gol zero.
E adesso tutto si decide al ritorno.

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